Modello del Ta 152 H-1 “Verde 9” – Parte 2 – l’MK 108

di Alessandro Orseniga
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Telaio di supporto dell'MK 108 sul Ta 152 H-1

Questa foto mostra una vista di Verde 4, privato del modulo del motore. Si distingue in primo piano una struttura metallica, destinata ad alloggiare l’MK 108, ora mancante. Sulla destra si nota un raccordo di cavi, che verrà descritto in seguito.

Proseguendo la costruzione di Verde 9, il passo successivo è stata la costruzione del modulo del cannone automatico MK 108, montato direttamente dietro al motore. Questo passaggio, in termini di ricerca dei colori originari, è stato piuttosto immediato. Verde 4 infatti, durante le prime fasi di restauro, è stato in gran parte smontato e questo ha consentito di fare delle fotografie anche a questa parte, altrimenti solo parzialmente visibile.

Bisogna specificare però che, in queste foto, il cannone in sé non è presente. Se da un lato questo può essere uno

svantaggio, dall’altro permette una visione dell’interno della fusoliera chiara e libera da ostacoli. Si può notare infatti il portello di accesso presente nel parafiamma (pannello che separa il vano motore dall’abitacolo) sul fondo, verso la cabina di pilotaggio.

L’MK 108

Una breve introduzione tecnica
Cannoni automatici tedeschi MK 108

Ecco un paio di MK 108 esposti al RAF Museum di Cosford. A destra, in giallo, si intravede il cavo di alimentazione per il sistema di fuoco azionato elettricamente.

Munizioni Minengeschoss da 30 mm per MK 108

Le munizioni, qui visibili in sezione, utilizzate dall’MK 108. Il proiettile contraddistinto dal numero 2 è appunto una Minengeschoß 108 ausführung A, riempita con 85 g di pentrite (in rosa) e munita di spoletta VC70 autodistruggente.

Per coloro che non conoscessero quest’arma, si tratta di un cannone automatico da 30 mm, impiegato su moltissimi velivoli tedeschi durante la seconda metà della Seconda Guerra mondiale. La sigla “MK” sta per Maschinenkanone: cannone automatico appunto. Il peso e le ridotte dimensioni permettevano una facile installazione su una vasta gamma di aerei. Questo tuttavia comprometteva la velocità alla volata dei proiettili, che si aggirava attorno ai 500-540 m/s in base al tipo di munizione [1]. Colpire un bersaglio a grandi distanze con un MK 108 era quindi piuttosto impegnativo. Se però un abile pilota fosse riuscito a mettere a segno un colpo, ci sarebbe stato poco da fare per la sventurata vittima.

Le munizioni Minengeschoß

Gli MK 108 (come altre armi tedesche) impiegavano infatti delle munizioni dette Minengeschoß. Si tratta di munizioni altamente esplosive, il cui contenuto esplodente era molto superiore rispetto allo standard impiegato negli altri tipi di munizioni dell’epoca. L’effetto era quindi estremamente dirompente. Un singolo colpo poteva facilmente abbattere un caccia avversario, mentre si stimava che un quadrimotore come i B-17, sarebbe precipitato dopo soli cinque colpi andati a segno in punti critici.

Effetto dell'MK 108 sulla coda di uno Spitfire

Ciò che resta della coda di uno Spitfire, dopo essere stata colpita da un MK 108. Questa foto, scattata durante un test d’efficacia condotto a terra, mostra il micidiale effetto dei proiettili Minengeschoß [2].

Il Ta 152 H-1 era munito di uno di questi cannoni, oltre a due MG 151/20, montato dietro il blocco motore. Questa posizione apparentemente inusuale, in realtà abbastanza comune in molti velivoli, consentiva di ottenere una traiettoria di fuoco più precisa. Il proiettile infatti, attraversava l’albero motore, per poi uscire dalla punta dell’ogiva dell’elica.

Per gli interessati, presto sarà pubblicato un articolo dedicato nello specifico agli armamenti aeronautici, dove troverete informazioni più dettagliate ed esaustive!

La costruzione

Dunque, per quanto riguarda il cannone automatico, ho optato per un colore metallizzato scuro, il Tamiya “Gun metal” che è appositamente pensato per la verniciatura di armi in acciaio. Prima di verniciarlo ho leggermente scavato la punta della canna con una punta da 0,3 mm. Spesso capita che in armi di piccole dimensioni il foro d’uscita del proiettile non sia riprodotto, data la taglia del pezzo. Forarle manualmente è un semplice passaggio per migliorare il realismo della volata.

Il telaio dell'MK 108 sul modello del Ta 152 H Verde 9

Ecco due viste del modulo dell’Mk 108, prima da solo, poi momentaneamente installato fra i due semigusci della fusoliera (non ancora incollati) per verificare che tutto calzi a pennello.

Ho fissato poi l’MK 108 al telaio di sostegno con una goccia di colla cianoacrilica (anche la Super Attak va benissimo) per garantire una tenuta solida ed immediata. In casi come questo, visto il piccolissimo punto di contatto fra il corpo del cannone e la traversina sottostante la cianoacrilica è la scelta migliore. Se invece dovete effettuare aggiustamenti, correzioni, o avete superfici di contatto più ampie consiglio sempre la colla da modellismo per polistirene.

Ho completato il tutto con un lavaggio ad olio nero, per evidenziare meglio i dettagli.

Il raccordo della cavetteria

Raccordo cavi manuale di volo del Fw 190

Una pagina tratta dal manuale di volo del Focke-Wulf Fw 190 A.6. Nonostante non si tratti del Ta 152 H, anche su questo velivolo era presente lo stesso tipo di raccordo della cavetteria, qui descritto in ogni sua parte.

Il raccordo, ultimato, fissato accanto al supporto dell’MK 108.

Per aggiungere maggiore dettaglio al modello, ho voluto realizzare un ammasso di cavi che si può facilmente notare sul lato sinistro del motore. Nello specifico, questo fascio di cavi funge da connettore fra la strumentazione di bordo, presente nella cabina di pilotaggio, e il motore. Come riferimento per ricreare questi cavi ho utilizzato la foto ormai nota dell’Fw 190 V 33. Oltre ad essa mi sono basato su numerose altre fotografie che ho trovato nelle mie ricerche e delle quali sono mostrati alcuni dettagli in questa pagina.

Per la costruzione di questo pezzo ho impiegato dei fili di rame che ho estratto da un semplice cavo elettrico di uso domestico, rimuovendo la guaina esterna in gomma con un pelafili e prelevando il numero di fili a me necessario. Sebbene fossi in dubbio se utilizzare il filo d’acciaio galvanizzato da 0,3 mm, alla fine, confrontando gli spessori dei fili visibili in foto con le dimensioni del motore, pareva che questo spessore fosse eccessivo nella scala 1/72. Ho quindi optato per un diametro ancora inferiore, di circa 0,2 mm.

Usare la resina indurente per creare piccoli pezzi

Penna contenente resina foto-indurente, munita di luce ultravioletta.

A questo punto ho levigato un piccolo pezzo di sprue (telaio in polistirene a cui sono fissati i pezzi) fino ad ottenere la forma desiderata. L’ho assottigliato perché potesse infilarsi fra il telaio di sostegno dell’impianto dell’MK 108 e il bordo interno della fusoliera, proprio poco prima del cofano. Inoltre, per alloggiare i singoli fili di rame, ho praticato 10 fori nel pezzo sagomato (uno per filo), vi ho introdotto i capi dei fili e li ho incollati alla base con colla cianoacrilica. Per completare l’assemblaggio e per garantire una maggiore tenuta, ho aggiunto vari strati di resina trasparente foto-indurente Blufixx: si tratta di un materiale molto versatile, che ho acquistato nella versione trasparente, ma che é disponibile in svariati colori.

Fondamentalmente, si tratta di un liquido viscoso che, quando esposto a luce ultravioletta per una decina di secondi, si indurisce rapidamente, passando allo stato solido. Insomma, coloro che fra i lettori sono assidui frequentatori di dentisti, avranno sicuramente sperimentato quel momento in cui il dottore, dopo aver spalmato sui vostri denti appena sistemati un liquido dal sapore rivoltante, si accinge a ficcarvi in bocca una torcia dalla luce viola e per qualche secondo sentiate la vostra lingua calda e secca: ecco, il principio di asciugatura di questa resina é esattamente quello!

Procedimento
Procedimento di realizzazione piccoli pezzi con la resina foto-indurente

Un’immagine esplicativa dei passaggi che ho eseguito per realizzare il raccordo dei cavi.

  1. Sagomatura di un segmento di polistirene come supporto.
  2. Foratura del polistirene con punta da 0,3 mm
  3. Inserimento dei fili di rame da 0,2 mm
  4. Fissaggio dei fili con una goccia di colla cianoacrilica (anche l’Attak va benissimo).
  5. Applicazione della resina semiliquida al di sopra del supporto, rivestendo bene i punti di fissaggio dei cavi.
  6. Asciugatura e indurimento della resina con lampada a luce ultravioletta. Nota: non tutte le resine. sono foto-indurenti, bisogna scegliere la tipologia specifica. Inoltre per fini esemplificativi nel disegno è raffigurata una sola applicazione, ma se necessario si possono aggiungere altri strati. Dipende dallo spessore del pezzo che volete ottenere.
  7. Sagomatura degli attacchi dei cavi e rifinitura del pezzo tramite lima.
Verniciatura
Raccordo cavi Ta 152 H

Tre diverse viste del raccordo dei cavi di collegamento fra gli strumenti di bordo e il blocco motore. Le prime due foto ritraggono il vano motore dell’Fw190 V 33/U1, mentre la terza raffigura Verde 4, presso la Paul E. Garber Restoration and Storage Facility.

Tornando a noi, una volta rifinito il pezzo, ho verniciato di nero lucido i cavi, mentre ho impiegato il Tamiya “Flat Alluminium” per il raccordo e gli attacchi dei fili presenti su di esso. Allo stesso modo ho verniciato un cavo secondario fuoriuscente dal retro del raccordo, che pare avesse un aspetto totalmente metallico. Ho infine reciso il nono e il decimo cavo in corrispondenza del terminale d’attacco, poiché, sempre sulla base di un puro riferimento fotografico, sembra che questi fossero inutilizzati e quindi assenti.

Il risultato finale

Realizzato quindi il raccordo, l’ho posizionato e incollato nel suo alloggiamento. Infine ho proseguito con il fissaggio del castello motore, e quindi del motore stesso, al telaio. Per fare ció ho incollato due dei quattro agganci con colla Revell da modellismo, che asciuga lentamente e, sciogliendo parzialmente la plastica in contatto con essa, garantisce una buona mobilitá della giunzione durante l’asciugatura, fondamentale per allineare correttamente il motore. Gli altri due agganci invece, una volta posizionato il tutto correttamente, li ho fissati  con colla cianoacrilica, per mantenere saldamente il pezzo in posizione.

Modello del Ta 152 H-1 Verde 9. Motore e MK 108 ultimato.

Quello illustrato è il risultato finale: il motore fissato al suo telaio di supporto, con i cavi collocati nei loro punti di collegamento. Per modellare la forma di ciascun cavo ho utilizzato una pinzetta a punta fine, tenendo contemporaneamente fermi gli agganci di ciascun cavo in corrispondenza del raccordo con una pinza chirurgica (tipo Kocher). In questo modo, la forza applicata al singolo elemento si è distribuita su ognuno dei 10 agganci, evitando che quello sotto stress si rompesse.

Fonti

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